I libri tattili. La sfida sensoriale e quella editoriale. Suggestioni e proposte di lavoro

di Stefano Alfano
Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi
Centro di produzione del materiale tiflodidattico - Roma  

 

Scarica il documento in PDF (318 kb)


Dopo una mattinata ricca di interessanti interventi teorici, il workshop pomeridiano, che ha concluso la giornata inaugurale di Libri che prendono forma, ha spostato l'attenzione sugli aspetti tecnico-pratici dell'ideazione, della produzione e della promozione dell'editoria tattile adattata.
Si è cercato innanzitutto di fotografare in maniera oggettiva la situazione attuale nella quale versa questo settore editoriale ancora di nicchia, tentando di fare luce sui quei segnali, positivi, che sembrano prospettare nell'immediato futuro un rapido sviluppo. L'analisi dei buoni risultati raggiunti negli ultimi anni - l'interesse che la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ha saputo creare intorno al libro tattile sta dando i suoi frutti anche sul versante finanziario - non ci ha del resto impedito di porre l'accento su tutte quelle grandi e piccole criticità che ancora ostacolano un pieno affermarsi, nel vasto mercato editoriale, di questi libri straordinari, ma di rara complessità realizzativa. Intorno alla sfida che questi libri ci impongono - su più livelli, ma soprattutto nel nostro caso su quello immediatamente pratico e organizzativo - ha girato l'intero nostro discorso. Da qui siamo partiti e qui siamo tornati al termine di una sessione di lavori esplicitamente pensata non solo per fornire stimoli ed idee, ma soprattutto per infondere nei partecipanti quella stessa passione per la risoluzione dei problemi che ogni giorno anima il nostro lavoro di editori.

Le testimonianze degli ospiti coinvolti nella discussione sono state assai preziose, testimoniando l'interesse reale di quel pubblico di piccoli lettori e di adulti che hanno avvicinato questi libri durante le numerose occasioni di promozione create dalla Federazione. A Roma, ma anche nel resto d'Italia, lì dove i libri sono stati mostrati e raccontati, hanno suscitato emozioni e il plauso non solo degli addetti ai lavori, impegnati a vario titolo nel mondo dell'editoria e dell'educazione, ma anche di tutti coloro che hanno un occhio di riguardo per le letture ‘alternative’. Anche fra gli illustratori, come ha testimoniato Mauro L. Evangelista, questi libri hanno saputo portare una ventata di aria nuova, o quantomeno risvegliare l'attenzione sul libro materico, sul libro di fattura ‘artigianale’. Mai viva come ora, dagli ormai lontani tempi delle sperimentazioni munariane.

In questa sede, per noi operatori della Federazione, impegnati nell'ideazione e nella promozione dei libri e del materiale didattico, il confronto con i responsabili dei servizi educativi dei musei, che costituivano la stragrande maggioranza del pubblico in sala, è stato un valido momento di confronto, attraverso il quale testare la validità del nostro messaggio. Lo spirito è stato quello di creare una sorta di tavola rotonda, di dibattito aperto a tutti gli interventi, attraverso il quale ragionare insieme sulle strategie migliori per promuovere sul territorio la nostra particolare concezione di illustrazione e di grafica accessibile.
I musei hanno sempre rappresentato per la Federazione uno dei luoghi per eccellenza nei quali esercitare e mettere alla prova le politiche di integrazione sociale: i libri che sono stati mostrati per l'occasione, e intorno ai quali abbiamo ragionato, sconfinano del resto nel libro d'arte e aspirano al museo come loro luogo d'accoglienza non per snobismo, ma al contrario, perché crediamo che la ricchezza e il valore aggiunto che l'arte reca con sé sia lo strumento di comunicazione più valido e popolare per raggiungere il vasto pubblico, e quindi per raggiungere una migliore integrazione culturale. L'integrazione fra lettori ciechi e lettori vedenti è infatti il vero e unico nostro obiettivo.

Del resto, se il libro tattile, per la sua natura di oggetto materico, rappresenta una vera e propria sfida editoriale – soggetto a numerosi vincoli strutturali e organizzativi sia in fase di creazione che di editing - è proprio nel superamento della costrizione tecnica che l'artigianato si fa arte.

Andando nello specifico - l'intenzione del workshop è stata quella di muovere il discorso sul terreno immediato della concretezza, guidando i partecipanti a misurarsi sul terreno operativo - il libro tattile offre l'opportunità, all'interno di biblioteche, musei, istituti d'arte e di cultura, di organizzare tutta una serie di incontri, laboratori, esposizioni ed eventi, legati da un interessante filo comune, a nostro giudizio assai innovativo: la ricerca di una dialogo e di una sintesi fra le pratiche della narratività e quelle dell'artigianato. I libri tattili che la Federazione ospita nel suo catalogo - e quelli che colleziona nel Magic Tactile Box, un contenitore delle migliori pubblicazioni mondiali di letteratura tattile, usato come vera e propria mostra itinerante - sono infatti sia trame viventi, ricche di suggestioni naturalistiche, di personaggi e di stimoli sensoriali, sia veri e propri oggetti di fine artigianato. La manifestazione Di che colore è il vento – Alla scoperta del libro tattile illustrato, che la Federazione porta in giro per l'Italia già da qualche anno, e che troverebbe proprio all'interno delle strutture museali il suo luogo d'elezione, è nata con questo spirito: coinvolgere i partecipanti nell'esercizio di abilità insieme letterarie e manuali.

Come ha testimoniato Marisa Spasiano, responsabile della biblioteca Ennio Flaiano di Roma - biblioteca dotata al suo interno di uno scaffale specifico dedicato ai nostri libri tattili - i bambini e gli adulti che hanno animato i laboratori multisensoriali organizzati dalla Federazione nella sala ragazzi, hanno sempre ben compreso lo spirito delle iniziative che venivano di volta in volta proposte, apprezzando in modo particolare i laboratori manuali. L'ideazione di illustrazioni da toccare risveglia l'interesse per i materiali che ci circondano, anche e soprattutto per quelli di scarto e di riciclo. Avvicinarsi ad un libro con le mani, sia in fase di lettura che di progettazione, comporta inoltre, per i partecipanti ai workshop, un approccio diverso a tutto il mondo circostante. Predispone l'animo ad un ascolto più profondo, dai ritmi più lenti, rispetto all' immediatezza e alla velocità degli stimoli luminosi e visivi.

Le proposte di lavoro concrete ed innovative legate alla sperimentazione dei sensi extravisivi, come ha spiegato bene Paola Terranova, responsabile della Biblioteca dell’Istituto G. Garibaldi per i Ciechi di Reggio Emilia, procedono dai primi esercizi corporei di riconoscimento di spazi, odori, suoni e forme, in ambienti appositamente oscurati, alla rappresentazione di favole ‘al buio’, all'avviamento alla lettura e alla scrittura braille, passando per numerose esperienze ludiche e creative durante le quali, adulti e bambini, spesso messi a lavorare insieme, sono chiamati a raccontare e a raccontarsi in maniera nuova: perchè le sollecitazioni derivanti dai sensi cosiddetti minori, specialmente in una società come la nostra fortemente condizionata dal potere delle immagini, stimolano e sostengono la nascita di linguaggi nuovi, sui quali molto è ancora da sperimentare.

E quale luogo migliore del museo per mettere alla prova un nuovo linguaggio, quale occasione migliore per far conoscere il potenziale comunicativo di questi libri i quali sono un ideale terreno di sperimentazione per scrittori, illustratori, artisti e semplici lettori.

La materia concreta di cui è fatto il libro - i differenti materiali che lo compongono e lo animano - e le sue trasformazioni sono gli elementi vitali dai quali e per i quali nasce la narrazione. Ogni elemento materico e ogni intervento sulla pagina, che si tratti di lavorazioni che interessino la carta, la stoffa, il legno o le materie plastiche, ha le sue precise caratteristiche tecniche e il suo linguaggio emotivo: cambiano con il cambiare dei materiali la duttilità, la flessibilità, la temperatura, il peso specifico, e quindi i mondi simbolici ai quali i materiali alludono, le suggestioni che cercano di evocare.

Solamente sulla trasformazione della carta, elemento principe del libro in quanto tale, come testimoniano i lavori svolti da Mauro L. Evangelista con la sua classe di alunni di prima media, c'è materia per un laboratorio che può impegnare un intero anno scolastico. E la carta non è il solo materiale con il quale ‘sporcarsi’ le mani. Qualunque materiale, in via teorica, può essere inserito in un pagina e divenire sfogliabile: inserito in una sequenza temporale può farsi storia, per confronto o analogia con altri elementi può diventare personaggio, paesaggio, convenzione simbolica.

Laura Anfuso, esperta di editoria per ragazzi, collezionista di libri per l'infanzia, impegnata da tempo nella promozione della lettura e collaboratrice del progetto Nati Per Leggere, ha sperimentato i libri tattili del nostro catalogo Leggere è uguale per tutti in numerose occasioni pubbliche, con adulti e bambini. Il racconto delle sue esperienze di lettura è stato illuminante, per come ha saputo esplicitare le potenzialità di questi libri. Innanzitutto il loro valore didattico, al quale ancora non si era accennato: specialmente come supporto a tutti quei piccoli lettori che hanno difficoltà di concentrazione, di distinzione delle forme, di discriminazione simbolica, di logica di base, o che vanno sostenuti nella esplorazione del loro mondo interiore. Didattica che non vuole dire limitare l'orizzonte immaginativo al solo aspetto didascalico delle storie proposte, ma lavorare ad un coinvolgimento pieno della personalità emotiva ed affettiva del bambino al quale si presenta il libro. Bambino che va seguito e sostenuto nei suoi voli pindarici, lasciato libero ma allo stesso tempo guidato. L'essenzialità delle immagini che illustrano i libri tattili ha proprio questa peculiarità: va raccontata, verbalizzata, interpretata, perché possa veramente animarsi ed esprimersi in tutta la sua potenzialità. Le immagini tattili sono immagini da toccare e da raccontare, che vanno sempre completate dalla voce narrante, la quale finisce per dare un contributo insostituibile alla creazione della storia.

In sintesi: le pratiche di alto artigianato e le pratiche narrative, il loro intrecciarsi, il loro dialogare per trovare un terreno comune sul quale far nascere la ‘storia tattile’ ci pongono dei limiti e delle difficoltà tecniche a volte insormontabili sul piano editoriale, ma al contempo dischiudono un mondo forse più ricco rispetto alla comune illustrazione per l'infanzia. E' da questa ricchezza che nascono le molte suggestioni e i molti stimoli alla creazione di laboratori didattici e ludici attraverso i quali testare le nostre abilità immaginative, manuali, discorsive, interpretative.

Libri che prendono forma è stata un’occasione preziosa per la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi di avvicinare i responsabili e gli operatori dei servizi educativi dei musei. Una occasione in più per affermare le grandi potenzialità didattiche e ludiche che il libro tattile offre, per condividere idee e competenze, per riaffermare ancora una volta che il libro tattile è un libro per tutti, non solo per coloro affetti da patologie sensoriali. Un libro che di diritto dovrebbero essere accolto in ogni luogo pubblico nel quale si fa cultura.

 

Scarica il documento in PDF (318 kb)
Leggi gli altri contributi