Enzo Tioli

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Nell'ambito dell'editoria di tipo speciale, ritengo di fare cosa utile, ricordando particolarmente le iniziative prese dall' Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, per favorire la diffusione dei libri in rilievo o comunque trascritti con caratteri speciali.

Il sistema fondamentale con cui sono stati prodotti i libri in rilievo deve identificarsi con il codice braille. Il braille è un sistema di caratteri a rilievo, fondato sulle combinazioni di sei punti, mediante i quali è consentito alle persone con disabilità visiva di leggere testi musicali, parole e anche numeri. Il tutto mediante la combinazione dei 64 segni di cui è costituito il sistema.

Louis Braille, di cui abbiamo appena superato il secondo centenario dalla nascita, è opportunamente stato riconosciuto come creatore del sistema di scrittura adottato universalmente da tutte  le persone con disabilità visiva. Per onorare la memoria di Braille, la Francia ne ha accolto le spoglie mortali nel Pantheon, insieme a coloro che hanno altamente meritato per la Patria.

Con l'avvento delle nuove tecnologie, ma anche con l'aumento delle esigenze culturali dei minorati della vista, è stato possibile offrire risposte diversificate alle persone con disabilità visiva e, soprattutto, rispondere in maniera adeguata a tutte le loro esigenze relative alla possibilità di fruizione del libro, sia pure inteso in maniera particolare.

Infatti, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha dedicato una particolarissima attenzione ai problemi dell'educazione e della formazione dei minori, ritenendo di dover profondere il massimo impegno per aumentare le possibilità di approccio culturale, non solo, ma anche al fine di poter fruire del libro, non soltanto per motivi di studio, ma anche per diletto e per informazione.

Nell'ambito dell'impegno a favore degli adolescenti e degli alunni con disabilità visiva, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha prodotto testi speciali a caratteri ingranditi. Evidentemente tali testi possono essere fruiti dagli alunni con sufficiente residuo visivo, in modo da poter leggere mediante l'uso degli occhi i caratteri, per i quali sono state anche individuate dimensioni maggiormente accessibili a tali studenti. Un problema non trascurabile è costituito dalla necessità di evitare l'impiego di caratteri di eccessive dimensioni, dal momento che generalmente gli studenti con disabilità visiva dispongono di un campo visivo anomalo, quasi sempre ristretto.

L' Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha promosso anche la produzione di libri per l'infanzia, a caratteri braille e ingranditi, con illustrazioni in rilievo, al fine di avviare i bambini al piacere della lettura. Le nuove tecniche hanno anche consentito l'utilizzazione di diversi colori, al fine di rendere più attraenti i libri, i quali molto spesso possono essere libri giocattolo. Nell'attività di produzione dei libri per l'infanzia si sono distinte la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e la Biblioteca italiana per i ciechi.

Tra le disposizioni approvate dall'Amministrazione scolastica figura anche l'anticipazione della pubblicazione degli elenchi dei libri di testo, richiesta dall' Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, al fine di poter trovare tempi sufficienti che consentano la trascrizione dei testi nei diversi sistemi desiderati.

Le tecnologie consentono anche di accedere all'informazione, intesa nel senso più completo, dal momento che diversi quotidiani e periodici possono essere prelevati direttamente alla fonte, consentendo anche a questi particolari lettori la fruizione delle notizie aggiornate in tempo reale.

Enzo Tioli
Vicepresidente dell' Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti